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FIERE D’ARTE
La fiera, che inizierà nella terza settimana di giugno, oltre ad essere una delle più importanti vetrine dell’arte contemporanea a livello globale rappresenta anche un’occasione di confronto con i protagonisti della cultura internazionale
Con oltre 200 gallerie da 41 paesi, quasi trenta debutti e un record di stand condivisi, la prossima edizione della fiera consolida il ruolo di Parigi come capitale culturale europea e crocevia internazionale per l’arte contemporanea
Durante la Basel Art Week torna VOLTA con un focus su sperimentazione curatoriale, arte aborigena contemporanea e nuovi modelli di collezionismo
La fiera torinese Artissima inaugura in autunno la sua trentatreesima edizione sotto la direzione di Luigi Fassi, rafforzando la propria doppia identità di piattaforma di mercato e dispositivo di diplomazia culturale. Al centro, il tema «Fancy» ispirato a Martha C. Nussbaum e una visione dell’arte come esercizio di trasformazione dello sguardo
Tra memoria e futuro, performance e nuove geografie del collezionismo, la cinquantesima edizione di Arte Fiera rilancia il formato fieristico come spazio di relazione, ricerca e attraversamento dell’arte italiana
Alla quindicesima edizione della fiera newyorkese il segnale più forte non è arrivato dalle vendite milionarie ma dalle istituzioni
A Nada, tra ricami, patchwork e stoffe d’archivio, gli artisti trasformano il tessuto in uno strumento per raccontare migrazioni, lavoro e memorie familiari
Dalle nuove sperimentazioni di David Hockney alle visioni di Yayoi Kusama, passando per Giorgio de Chirico, Alexander Calder e Leonora Carrington: al Park Avenue Armory viene confermato lo status di fiera più sofisticata del mercato internazionale
Articoli precedenti
Tra consolidamento del mercato e ambizione curatoriale, la 42ma edizione di Art Brussels (23–26 aprile) si chiude con numeri in crescita, vendite diffuse e una rinnovata chiarezza progettuale
Un raffronto sistematico su tre piani: la dimensione numerica del pubblico, l’impatto economico sulle città ospitanti e il volume d’affari generato durante e dopo i giorni di fiera. Nonostante l’assenza di dati.
A Milano, tra Art Week e Design Week, una fiera «in movimento» trasforma un’ex fabbrica in piattaforma viva di relazioni e sperimentazione
Numeri stabili, collezionismo più consapevole e un disegno sempre più ibrido: la 19ma edizione della fiera parigina conferma il proprio ruolo senza inseguire i record, alla vigilia di un ventesimo anniversario che punta sulla qualità più che sulla crescita
Lo stato di fiera permanente e la folle saturazione del calendario globale dell’arte. C’era una promessa, neppure troppo lontana nel tempo. All’indomani della pandemia, il sistema dell’arte sembrava aver finalmente interiorizzato una lezione: meno fiere, più qualità; meno sovrapposizioni, più razionalità; meno corsa, più senso. Si parlava di sostenibilità, fosse economica, ambientale, umana, e di un necessario ridimensionamento di un modello che, già prima del Covid, mostrava evidenti segni di affaticamento. Oggi, quella promessa appare disattesa. Anzi, capovolta.
Per la sua prima edizione italiana, Paris Internationale sceglie Milano e un luogo in piena trasformazione: il cantiere di Filzi 25, all’interno di Palazzo Galbani, storico edificio del secondo Novecento milanese attualmente oggetto di un importante progetto di restauro e rifunzionalizzazione guidato dallo studio Park, con il sostegno del proprietario Domo Media.
Undici sculture di vetro trasparente, soffiato a mano, ognuna diversa dall’altra, simili a un soffio congelato o a una piccola nuvola catturata nell’istante in cui muta forma
MIA Photo Fair BNP Paribas entra nella sua quindicesima edizione con un sistema di premi che raggiunge un valore complessivo di circa 80.000 euro. È questo uno dei nuclei portanti dell’edizione 2026 che amplia il proprio sostegno ad artisti, gallerie, studenti e realtà editoriali attraverso nove riconoscimenti distinti















