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BIENNALE ARTE DI VENEZIA 2026

La galleria Mare Karina presenta la prima mostra italiana di Hanna Rochereau e coordina proiezioni serali a Palazzo Nervi Scattolin, con opere di Kandis Williams, Meriem Bennani & Orian Barki e Tai Shani, tra videoarte, fotografia e scultura

A pochi giorni dall’avvio della Biennale, Dries Van Noten e Patrick Vangheluwe inaugurano a Venezia la Fondazione Dries Van Noten, ospitata a Palazzo Pisani Moretta sul Canal Grande. Il progetto si presenta come una piattaforma dedicata all’artigianato, alle pratiche interdisciplinari e ai processi del fare. La prima mostra, The Only True Protest Is Beauty, segna l’ingresso di un nuovo soggetto privato nel già denso ecosistema culturale veneziano.

Protagonista del grande edificio ai Giardini sarà una selezione delle cartoline postali che l’artista spagnolo raccoglie ossessivamente da oltre vent’anni. All’esterno si terranno varie performance

Alla Fondazione Bevilacqua La Masa di Venezia una mostra mette in dialogo Pablo Picasso, Giorgio Morandi e Claudio Parmiggiani attraverso il tema della natura morta. Curata da Cécile Debray e organizzata da Tornabuoni Art con la partecipazione del Musée national Picasso-Paris, l’esposizione attraversa il Novecento e il contemporaneo interrogando il rapporto tra oggetto, tempo e rappresentazione.

A Palazzo Cini, dal 5 maggio al 27 settembre, in concomitanza con la Biennale Arte 2026, David Salle presenta una nuova serie di dipinti realizzati attraverso l’interazione tra pittura e intelligenza artificiale. L’artista statunitense utilizza un modello addestrato sui propri lavori per generare immagini che vengono poi rielaborate manualmente sulla tela. Il progetto riapre una questione centrale del presente: quale spazio resta alla pittura dentro un ecosistema visivo sempre più dominato dalle macchine.

Tra padiglioni nazionali ed eventi collaterali, parteciperanno Cina, Corea del Sud, Filippine, Giappone, Hong Kong, India, Macao, Pakistan, Singapore, Taiwan, Thailandia e Timor-Leste

Ieri, 10 marzo, una lettera firmata da 24 Ministri della Cultura di 22 Paesi europei indirizzata al Presidente della Fondazione Biennale ha chiesto a quest’ultima di riconsiderare la partecipazione del Paese alla 61ma Mostra Internazionale d’Arte. Anche i commissari europei si sono dichiarati contrari, come lo stesso ministro Alessandro Giuli, che però riconosce l’autonomia dell’istituzione veneziana

Oltre cinquanta opere dei due artisti americani, affini per immaginario e tematiche, sono poste in relazione reciproca nell’esposizione veneziana. Tra i nuovi lavori viene anche presentata una zine da loro eseguita a quattro mani, durante la realizzazione della mostra

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Alla 61ma Biennale di Venezia debutta la Repubblica di Nauru, la più piccola nazione indipendente dell’Oceania. Nel padiglione curato da Khaled Ramadanl’artista trentino con un progetto dedicato a crisi climatica, estrattivismo e trasformazioni ambientali

Le Tese dell’Arsenale ospiteranno una grande installazione articolata in due ambienti: un paesaggio scultoreo in ceramica e un’estensione dello studio dell’artista piacentina

Grazie a Berggruen Arts & Culture torna in Laguna un’opera presentata dall’artista alla Biennale del 1995, assieme ad altre opere in grado di raccontare il suo linguaggio visivo essenziale, sostenuto da un umorismo sottile e da un uso sapiente di giochi di parole, slittamenti percettivi e paradossi del quotidiano

Nell’ambito degli eventi collaterali della 61ma Esposizione Internazionale d’Arte della Biennale di Venezia, le due artiste saranno invitate a dialogare con le sale della Biblioteca Nazionale Marciana

Dal 9 maggio al 22 novembre 2026, circa venti sculture di eandro Erlich trasformano lo spazio di Carlo Scarpa a Venezia, esplorando natura, architettura e metamorfosi

La riduzione dell’IVA al 5% rende l’Italia uno dei mercati fiscali più competitivi d’Europa per l’acquisto di opere d’arte. Ma la fiscalità non basta a costruire reputazione artistica. L’assenza di italiani dalla Biennale di Venezia 2026 rende visibile una fragilità più profonda: un sistema culturale che investe poco nel contemporaneo, un mercato che preferisce vendere il gusto già validato altrove e un paese in cui il peso del patrimonio storico schiaccia la produzione artistica del presente.

Il progetto crea una continuità tra le ricerche di Kandis Williams, Meriem Bennani & Orian Barki e Tai Shani e l’eredità di Pier Luigi Nervi, la cui architettura traduceva in forma visibile le logiche strutturali della costruzione

Otto sale delle Procuratie in piazza San Marco, dove ha sede Smac, accolgono opere dell’artista giapponese che ricostruiscono settant’anni di attività

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