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A Doha sorgerà il più grande centro di stoccaggio e logistica di opere d'arte della regione del Golfo

Foto GWC

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A Doha sorgerà il più grande centro di stoccaggio e logistica di opere d'arte della regione del Golfo

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Aprirà in Qatar il più grande deposito del Golfo di stoccaggio e logistica di opere d’arte

In una zona franca di Doha la nuova struttura servirà collezionisti privati, istituzioni, gallerie, organizzatori di grandi eventi di tutta la regione, che già attende, a febbraio 2026, Art Basel Qatar

 

 

Daria Berro

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Una posizione strategica, a poca distanza dall'aeroporto internazionale di Hamad, che consentirà di «sfruttare la posizione del Qatar come piattaforma logistica mondiale che collega Europa, Asia e Africa». Dimensioni generose e dotazioni all’avanguardia, come ambienti che garantiscono una «conservazione di livello museale, deposito sicuro e cura professionale per opere d'arte e beni culturali», un laboratorio di conservazione, spazi di deposito privati e condivisi, sale di esposizione e aree doganali personalizzate per la logistica e la movimentazione delle opere d'arte. E ancora: zone per la didattica e per collaborazioni, progettate per promuovere le competenze locali nella conservazione e nella gestione delle opere d'arte. 

Si presenta come il più grande centro di stoccaggio e logistica di opere d'arte della regione del Golfo la struttura che sorgerà in una zona franca dedicata a Doha, un progetto congiunto di  QC+, gruppo che opera nei settori della cultura, dell'ospitalità e del turismo, e GWC logistics, principale attore qatariota nel settore della logistica e della catena di approvvigionamento.  La nuova struttura, indirizzata a collezionisti privati, istituzioni, gallerie e organizzatori di eventi in tutto il mercato dell'arte in rapida crescita del Golfo,mira a consolidare la posizione del Qatar come centro per la cultura, la creatività e come infrastruttura commerciale a supporto di entrambe. All’orizzonte, a febbraio 2026, c'è già  Art Basel Qatar, mentre Abu Dhabi ospiterà la fiera Frieze. A Riad, in Arabia Saudita, Sotheby's ha da poco tenuto la sua prima asta in un panorama dominato principalmente dalla Biennale di Arti Islamiche di Gedda. L’erigendo hub s’inserisce nel programma governativo «2030 National Vision», che mira a diversificare l'economia del Paese e a rafforzare il suo ruolo nelle industrie creative e culturali ad alto valore aggiunto.

«Il Golfo non è più un mercato emergente per l'arte, asserisce Kirstin Mearns, ceo di QC+. È un attore globale, come dimostrato dall'annuncio di Art Basel Qatar». «In combinazione con la visione del Qatar per la diversificazione culturale ed economica, le fa eco Matthew Kearns, amministratore delegato ad interim del gruppo GWC, questo progetto rappresenta un nuovo punto di riferimento per l'infrastruttura artistica integrata e la crescita dell'economia creativa nella regione».

Come riporta Semafor Gulf, le società di logistica del Golfo puntano a ottenere una quota del mercato dello stoccaggio di opere d'arte, che vale circa 3,5 miliardi di dollari. E per i collezionisti locali cominciano ad affacciarsi le alternative al freeport di Ginevra: a maggio Athr, la principale galleria d'arte contemporanea dell'Arabia Saudita, ha inaugurato in occasione della Biennale delle Arti Islamiche di Gedda The Art Storage by Athr, il primo deposito per opere d'arte appositamente costruito e di livello museale dell’Arabia Saudita, realizzato in collaborazione con l’azienda tedesca di logistica d’arte  Hasenkamp, Lo spazio, più che un deposito tout court, ha l’ambizione di essere «un punto di riferimento culturale, progettato per salvaguardare il patrimonio artistico del Regno e investire nel suo futuro». Una strategia seguita anche dalla Corea del Sud, che, nel 2023, un anno dopo il lancio di Frieze Seoul e in un momento di espansione del mercato locale ha annunciato la costruzione di una struttura di circa 100mila metri quadrati accanto all'aeroporto internazionale di Incheon.

 

Daria Berro, 19 novembre 2025 | © Riproduzione riservata

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