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Presente nella Power100 degli anni
(Milano, 1991) è un’artista visiva italo-tunisina cresciuta tra Milano e al-Qayrawan. Laureata all’Accademia di Belle Arti di Brera, ha sviluppato fin dagli esordi una pratica fondata sull’uso simbolico dei materiali – spezie, metallo, carbone, tessuti, terra – e su una riflessione profonda su identità diasporica, trauma intergenerazionale e spiritualità. Nel 2024 ha vinto il MAXXI BVLGARI Prize IV con Theology of Collapse (The Myth of Past) I–X, dieci pannelli in ferro tagliati al laser e dipinti con paprica, cannella e ibisco: tappeto rituale e struttura in rovina, evoca il crollo delle narrative culturali dominanti. Nello stesso anno ha ottenuto il Vordemberge-Gildewart Foundation Prize, confermando la sua centralità in una scena contemporanea che ricerca nuovi linguaggi politici e poetici. Nel 2025 ha presentato Blindness, Blossom and Desertification alla Selma Feriani Gallery di Tunisi: paesaggi astratti con spezie e terra, un atlante personale e cosmico. Nello stesso periodo ha esposto al Museion di Bolzano (Renaissance) e all’Istituto Svizzero di Milano (NYX, con Maude Léonard‑Contant). È considerata una delle artiste italiane più influenti per la forza poetica e politica della sua visione. Il suo sguardo, sospeso tra Nordafrica ed Europa, le consente di interrogare in modo originale le fratture culturali del Mediterraneo e ricomporre memorie e appartenenze disperse.
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