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Vittorio Bertello
Leggi i suoi articoliUn recente attacco russo sulla città di Kiev ha causato «gravi danni» al Museo Nazionale d’Arte dell’Ucraina, poiché l’onda d’urto ha colpito l’edificio senza però danneggiare la collezione né ferire il personale presente. Durante l’attacco le sale del museo erano vuote, dal momento che la collezione del museo e i beni di valore erano stati trasferiti in un deposito sicuro nei primi giorni dell’invasione russa.
L’edificio del museo fu costruito su progetto dell’architetto di Mosca Petro Boitsov in stile neoclassico. Il progetto era poi stato riadattato e realizzato dall’architetto polacco Władysław Horodecki. La decorazione scultorea del frontone fu eseguita da Elio Salia. La prima mostra in occasione della XI Conferenza sull’archeologia panrussa si tenne nell’edificio incompleto del Museo dell’antichità e dell’arte della città di Kiev nell’agosto 1899. Il 30 dicembre 1904 si tenne l’inaugurazione ufficiale dell’istituzione, denominata Museo dell’arte industriale e scientifica di Kiev.
Secondo un articolo di Reform.news, portale online di informazione indipendente attivo nell’area ucraina, russa e bielorussa, «l’onda d’urto ha danneggiato la facciata storica del museo: le finestre sono state sfondate, i telai danneggiati e l’intonaco è parzialmente crollato dalle pareti e all’interno di diverse sale. Inoltre, è stata danneggiata la copertura in vetro del lucernario, che fornisce illuminazione naturale dall’alto alle sale espositive al secondo piano».
Tatsiana Berezhna, vice primo ministro ucraino per la politica umanitaria e ministro della Cultura, ha dichiarato in un comunicato: «Il Museo Nazionale d’Arte dell’Ucraina è un luogo in cui è custodita la storia dell’arte ucraina. La Russia sta attaccando sistematicamente le infrastrutture civili e le istituzioni culturali. Ogni attacco di questo tipo è un tentativo di intimidire e distruggere la nostra identità. Stiamo documentando tutti i danni e continuiamo a lavorare per restaurare il nostro patrimonio culturale danneggiato».
Il Ministero della Cultura sta attualmente preparando un appello all’Unesco, l’agenzia delle Nazioni Unite i cui compiti includono la protezione del patrimonio culturale e naturale. Come osservato da Reform.news, «poiché gli attacchi deliberati o collaterali ai siti del patrimonio culturale rientrano nella definizione di crimini di guerra, sono stati invitati sul posto osservatori internazionali per documentare ufficialmente i danni».
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