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«The Sleeping Woman», regia di Daria Martin (cm: Soft Materials, Sensorium Tests) Produzione: Helen Jones / Silver Salt Films (Uk), Newgrange Pictures (Ie)

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«The Sleeping Woman», regia di Daria Martin (cm: Soft Materials, Sensorium Tests) Produzione: Helen Jones / Silver Salt Films (Uk), Newgrange Pictures (Ie)

Sono 14 i progetti selezionati dal Fondazione Prada Film Fund

È il risultato dell’iniziativa annuale lanciata lo scorso e dedicata al sostegno del cinema indipendente

Alessia De Michelis

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Con una nuova call for entries in programma a giugno, Fondazione Prada rilancia il proprio impegno verso il cinema contemporaneo dopo il debutto del Film Fund lo scorso maggio. La prima edizione, aperta tra il primo settembre e il 17 ottobre 2025, ha raccolto oltre 1.200 candidature da tutto il mondo, confermando la vitalità, ma anche la fragilità strutturale, del panorama indipendente internazionale.

Il fondo, dotato di 1,5 milioni di euro, sostiene lungometraggi in sviluppo, produzione e post-produzione, senza vincoli di genere o area geografica. Dei 14 progetti selezionati, 4 sono in fase di sviluppo, 9 in produzione e 1 in post-produzione; coinvolgono società attive in 26 Paesi e 5 continenti, con 6 registe e 8 registi, incluse 2 opere prime. Una mappa articolata di sensibilità e approcci che riflette l’energia del cinema d’autore contemporaneo.

Tra i titoli scelti figurano «Amarcord ’90» di Yuri Ancarani, «Captions will be needed» di Natalia Almada, «Cosmofonia» di Verena Paravel, «Galerna» di Tatiana Huezo, «Jenjira’s magnificent dream» di Apichatpong Weerasethakul, «Las Italianas» di Laura Citarella, «Mulatresse solitude» di Baloji, «On land and sea» di Hlynur Pálmason, «Summer in heat» di Levan Akin, «The Costume» di Corneliu Porumboiu, «The Difficult Bride» di Rubaiyat Hossain, «The Hallucinations» di Andrea Gatopoulos, «The Human Purge» di Eduardo Williams e «The sleeping woman» di Daria Martin.

Come sottolinea Paolo Moretti, Head del Film Fund, il progetto nasce per offrire condizioni produttive adeguate a opere caratterizzate da rigore formale e necessità artistica. «La qualità e il grado di sperimentazione dei progetti selezionati sono una testimonianza del dinamismo e della varietà che caratterizzano il cinema d’autore contemporaneo, evidenzia Miuccia Prada. Con il Film Fund vogliamo valorizzare, in particolare, il lavoro degli autori che più richiedono un supporto concreto per tradurre le proprie visioni in realtà. Anche in futuro, la Fondazione vuole continuare a promuovere un’idea di cinema libera, esigente e visionaria, costruendo un dialogo sempre più stretto con chi concepisce, sviluppa e produce film».

Con il Film Fund, la Fondazione estende un percorso ventennale di esplorazione delle pratiche cinematografiche, intervenendo non solo nell’ambito espositivo ma nei processi di creazione e produzione: un passaggio strategico che consolida il dialogo tra istituzione artistica e ricerca filmica internazionale.

«Mulatresse Solitude», regia: Baloji (Augure), produzione: Benoit Roland / Wrong Men (Be), Srab Films (Fr), Les Films Fauves (Lu), New Amsterdam Film Company (Nl), Big World Cinema (Rsa), Tosala Films (Rc)

Alessia De Michelis, 13 febbraio 2026 | © Riproduzione riservata

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