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Monitoraggio Aurora_PH_Federica_Daldon

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Scoperto un anfibio rarissimo in Trentino grazie al team di ricerca del Museo delle Scienze di Trento

Un team di ricerca guidato dal MUSE di Trento ha individuato una nuova popolazione di salamandra di Aurora in Val di Sella, ampliando l’area di distribuzione conosciuta di questo rarissimo anfibio endemico delle Prealpi sud-orientali. La scoperta, pubblicata sulla rivista scientifica Acta Herpetologica, apre nuove prospettive per lo studio e la conservazione della sottospecie.

Ginevra Borromeo

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Una nuova popolazione di salamandra di Aurora (Salamandra atra aurorae) è stata individuata in Val di Sella, in Trentino. La scoperta, documentata in uno studio pubblicato sulla rivista scientifica Acta Herpetologica, è il risultato di una ricerca coordinata dal MUSE – Museo delle Scienze di Trento in collaborazione con CNR – Consiglio Nazionale delle Ricerche e con le università di Oviedo, Firenze e Genova.

La segnalazione modifica in modo significativo le conoscenze sulla distribuzione di questo raro anfibio endemico delle Prealpi sud-orientali. Fino ad oggi la presenza della salamandra di Aurora era considerata limitata a un’area estremamente circoscritta tra l’Altopiano di Vezzena, in Trentino, e l’Altopiano dei Sette Comuni, in Veneto. La sottospecie era stata osservata per la prima volta soltanto nel 2008.

Il ritrovamento in Val di Sella è avvenuto a partire dalla fotografia scattata da un cittadino e condivisa online. L’immagine ha attirato l’attenzione di un custode forestale che ha segnalato l’avvistamento ai ricercatori del MUSE, permettendo l’avvio di verifiche scientifiche sul campo. I sopralluoghi successivi hanno confermato la presenza dell’animale in più siti della valle.

Le indagini condotte nell’estate del 2025 hanno portato alla scoperta di una femmina gravida e all’identificazione di nuovi habitat frequentati dalla specie. Si tratta di ambienti finora considerati non idonei alla salamandra di Aurora. Mentre le popolazioni note vivevano in boschi misti ben strutturati di abete bianco, faggio e abete rosso su versanti esposti a sud, gli esemplari della Val di Sella sono stati osservati in contesti differenti, caratterizzati da macereti rocciosi e versanti esposti a nord.

Questo dato suggerisce una maggiore plasticità ecologica della sottospecie rispetto a quanto ipotizzato finora. La presenza di una femmina gravida indica inoltre che non si tratta di individui isolati in dispersione, ma dell’esistenza di una popolazione stabile.

Le analisi microclimatiche effettuate dai ricercatori indicano che i nuovi siti si collocano ai margini della nicchia ecologica finora conosciuta per la salamandra di Aurora. La Val di Sella è inoltre separata dalle aree storiche di presenza da barriere topografiche significative, elemento che aumenta l’interesse scientifico della scoperta.

La salamandra di Aurora è considerata uno degli anfibi più rari e minacciati d’Italia. Lunga circa dieci centimetri, presenta una livrea nera con macchie giallastre spesso fuse tra loro e ha un tasso riproduttivo estremamente lento: le femmine partoriscono generalmente uno o due piccoli ogni due-quattro anni. La distribuzione complessiva della sottospecie è stimata in circa 31 chilometri quadrati.

La scoperta evidenzia anche il ruolo della collaborazione tra cittadini, istituzioni e comunità scientifica nella ricerca naturalistica. Il coinvolgimento di osservatori locali ha infatti permesso di individuare un’area finora sconosciuta alla letteratura scientifica.

I prossimi passi della ricerca prevedono una mappatura più precisa della distribuzione della salamandra di Aurora in Val di Sella nel corso del 2026. A partire dal 2027 è previsto l’avvio di un programma di monitoraggio strutturato per studiare l’abbondanza della popolazione e definire strategie di conservazione adeguate per questa rara specie alpina.

Ginevra Borromeo, 13 aprile 2026 | © Riproduzione riservata

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