Verifica le date inserite: la data di inizio deve precedere quella di fine
Vittorio Bertello
Leggi i suoi articoliARTICOLI CORRELATI
Una petizione online, lanciata lo scorso 13 luglio contro il prestito dell’arazzo di Bayeux al British Museum di Londra per motivi di conservazione dell’opera, è arrivata a contare quasi 45mila firme alla data di ieri 20 agosto. Ne dà notizia il sito del quotidiano francese «Le Figaro».
«Chiediamo solennemente al presidente della Repubblica di rinunciare a questo progetto. Questo prestito sarebbe un vero e proprio crimine patrimoniale», si legge alla fine della petizione creata sul sito change.org da Didier Rykner, direttore editoriale del sito specializzato «La Tribune de l’Art».
Il celebre manufatto è un tessuto risalente all’XI secolo, lungo 70 metri, che narra la conquista dell’Inghilterra nel 1066 da parte di Guglielmo, duca di Normandia, che in seguito diventerà «Guglielmo il Conquistatore».
Contattato dall’Agence France Presse (Afp), Didier Rykner ha spiegato che l’arazzo è «troppo fragile per essere trasportato senza grandi rischi». «Gli esperti di arazzi, i restauratori che ci lavorano e i conservatori dicono che c’è il rischio di strappi e cadute di materiale a causa delle manipolazioni e delle vibrazioni durante il trasporto», ha proseguito. «È inaccettabile correre il rischio che quest’opera assolutamente unica venga danneggiata», ha concluso Rykner.
L’8 luglio Emmanuel Macron aveva annunciato il prestito dell’opera al British Museum di Londra da settembre 2026 a giugno 2027 in cambio di reperti medievali provenienti dal tesoro archeologico di Sutton Hoo.
In un video pubblicato su YouTube dalla prefettura del Calvados nel febbraio 2025, Cécile Binet, consulente museale della Drac (Direction régional des affaires culturelles) della Normandia, affermava che l’arazzo è «troppo fragile per essere spostato su una lunga distanza» e che «qualsiasi ulteriore manipolazione» costituiva «un rischio per la sua conservazione». Poche settimane dopo queste dichiarazioni, è stata presa la decisione di «inviarlo a Londra. Non ha alcun senso, è solo una questione politica e diplomatica», secondo Rykner.
Nel marzo 2022 alcune restauratrici hanno condotto uno studio di fattibilità sul trasporto dell’arazzo di Bayeux a Londra. «Si rifiutano di comunicarmi i risultati di questo studio, che rimane riservato», ha dichiarato Didier Rykner con tono irritato. «Il Ministero della Cultura afferma che alcuni studi hanno dimostrato che l'opera è trasportabile, ma questi studi vorrei vederli!».
Altri articoli dell'autore
Nelle tre campagne di scavo finora effettuate sono state tra l’altro identificate almeno quattro sepolture di epoca medievale, che i materiali ceramici rinvenuti permettono di datare in un arco cronologico compreso tra il XII e il XIV secolo
Una missione archeologica egiziana ha portato alla luce imponenti cisterne d’acqua ed edifici di servizio, infrastrutture che anticamente sostenevano le attività commerciali e di pellegrinaggio a lungo raggio
Al verso uno schizzo raffigura tre uomini in abiti classici (pare si tratti di apostoli), al recto una bozza di lettera in lingua italiana al pittore Cristoforo Roncalli, che rivela le sottigliezze del carattere del maestro fiammingo. È alla Rubens Experience, in attesa di tornare alla Rubenshuis
Nella «Fortezza tra le nuvole» nel Nord-ovest del Paese, a oltre 3mila metri di altitudine, sono stati inoltre rinvenuti frammenti di pinze metalliche, mortai litici e parte di una conchiglia Spondylus



