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© Naoki Okamoto

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Non una tradizionale monografia: la più recente pubblicazione su Basquiat è un ritratto vivente

Con oltre 200 opere e fotografie d’archivio, il volume attraversa l’intera parabola creativa dell’artista prematuramente scomparso, da «Red Skull» (1982) ai meno indagati lavori serigrafici del 1984, fino all’inquietante «Untitled (Devil’s Head)» del 1987, per restituire la complessità di un linguaggio che continua a interrogare questioni di identità, cultura e potere

Cecilia Paccagnella

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«I più grandi tesori del mondo sono l’arte. Rimangono qui anche dopo che le persone se ne sono andate», diceva Jean-Michel Basquiat (New York, 1960-88). È da questa idea di permanenza e trasformazione che prende forma Basquiat: The World of Jean-Michel, nuovo volume della collana «The Ultimate Collection» di Assouline, concepito più come un ritratto vivente che come una tradizionale monografia.

Il libro evita infatti la struttura cronologica per svilupparsi attraverso nuclei tematici che attraversano l’intera ricerca dell’artista: la tensione psicologica delle sue celebri teste, la violenza poetica del segno, l’influenza totalizzante di New York sul suo immaginario visivo e l’uso radicale della serigrafia e delle superfici stratificate. Emergono inoltre le riflessioni sull’identità nera, sugli archetipi maschili sospesi tra vulnerabilità ed eroismo, e sulle dimensioni spirituali della sua iconografia, popolata da corone, aureole e figure totemiche.

Con oltre 200 opere e fotografie d’archivio, il volume attraversa l’intera parabola creativa di Basquiat, da «Red Skull» (1982) ai meno indagati lavori serigrafici del 1984, fino all’inquietante «Untitled (Devil’s Head)» del 1987. La selezione restituisce la complessità di un linguaggio che continua a interrogare questioni di identità, cultura e potere.

Determinante anche il contributo critico di artisti, collezionisti e figure della cultura che hanno conosciuto Basquiat o ne sono stati influenzati. Tra questi George Condo, Peter Brant e Lenny Kravitz, accanto alle testimonianze storiche di Keith Haring, bell hooks e Valentino Garavani. Voci differenti che restituiscono il carattere stratificato e ancora aperto della sua eredità.

Realizzato in collaborazione con Colour Themes, il volume si distingue anche per il progetto editoriale: la copertina tattile, ispirata alla texture della tela, trasforma il libro stesso in un oggetto d’arte. Come ha osservato il mercante e collezionista svizzero Bruno Bischofberger, si tratta di «un progetto che va oltre una panoramica dell’arte poliedrica di Basquiat».

Basquiat: The World of Jean-Michel
di Colour Themes, Bruno Bischofberger e altri contributi, 348 pp., 250 ill., Assouline, New York 2026, € 1.400

Un’immagine del libro

Cecilia Paccagnella, 15 maggio 2026 | © Riproduzione riservata

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