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Uno dei reperti preispanici restituiti al Perù nel 2025

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Uno dei reperti preispanici restituiti al Perù nel 2025

Nel 2025 restituiti al Perù più di mille beni «di enorme valore culturale»

Reperti archeologici, libri, documenti, monete e persino un altare barocco: la maggior parte degli oggetti, oltre il 94 per cento, sono stati consegnati spontaneamente da privati e istituzioni straniere dopo accordi coordinati dalle ambasciate e dai consolati del Paese sudamericano

Daria Berro

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Nel 2025 sono tornati in Perù 1.035 beni storici «di enorme valore culturale». Secondo il rapporto ufficiale della Direzione del Patrimonio Culturale del Ministero degli Affari Esteri  si tratta di beni archeologici, bibliografici, documentari, storico-artistici e numismatici. Tra i principali beni recuperati spiccano una maschera, ornamenti e strumenti in metallo, appartenenti a culture preispaniche della costa settentrionale del Perù: Moche (200 a.C.- 600 d.C.), Lambayeque e Chimú, sviluppatesi tra il 1000 e il 1470 d.C.; un altare barocco proveniente da Cusco intagliato in cedro nel Seicento da monaci domenicani, restituito da una famiglia di collezionisti in Svezia; un volume stampato nel 1735, El Sol y Año Feliz del Perú di Pedro Rodríguez Guillén, recuperato dalle autorità argentine e consegnato a quelle peruviane.

Il rapporto ministeriale specifica che la maggior parte degli oggetti sono stati consegnati spontaneamente da cittadini e istituzioni straniere dopo accordi coordinati dalle ambasciate e dai consolati del Paese sudamericano, grazie al lavoro di sensibilizzazione svolto insieme alle sue missioni all’estero «sul grave danno che il traffico illecito di beni culturali causa all'identità e alla storia del Perù». I beni rimpatriati provengono da undici Paesi:  Stati Uniti, Austria, Argentina, Germania, Canada, Svizzera, Svezia, Cile, Belgio, Brasile e Colombia. Tra questi figurano il Musée d'Art et d'Histoire de La Neuveville, in Svizzera; il Völkerkundesammlung der Hansestadt Lübeck, il Museo Etnologico di Lubecca, in Germania; l’HistoryMuseum di Miami; il LSU Museum of Art, il Museo d'arte dell’Università statale della Louisiana, e la Nebraska Wesleyan University.
 
Nel rapporto si specifica che il 94,35% dei beni corrispondeva a restituzioni volontarie effettuate da privati e istituzioni dei Paesi indicati. Un altro 4,9% dei beni è stato recuperato tramite sequestri e lo 0,75% è stato identificato in aste e vendite.


 

 

 

 

 

 

L'altare barocco di Cusco è stato restituito da una famiglia di collezionisti svedesi insieme a vari documenti sulla storia del manufatto

Daria Berro, 02 gennaio 2026 | © Riproduzione riservata

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