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Gianfranco Ferroni
Leggi i suoi articoliPiù arte contemporanea nei musei statali. Con l’obiettivo di ampliare le collezioni pubbliche e garantire nuove opportunità di conoscenza per i cittadini, il Ministero della Cultura ha emanato una circolare che «definisce modalità e criteri per la presentazione di proposte finalizzate all’acquisizione di opere d’arte contemporanea destinate a incrementare il patrimonio dei musei e dei luoghi della cultura statali. Il provvedimento, adottato dalla Direzione generale Creatività contemporanea del Ministero della Cultura, mette a disposizione risorse complessive pari a 271.772,20 euro per l’anno finanziario 2026».
Dal dicastero di via del Collegio Romano si evidenzia che la circolare «si rivolge agli istituti del Ministero della Cultura dotati di collezioni o sezioni di arte contemporanea e in grado di dimostrare una programmazione strutturata in questo ambito. Le proposte possono riguardare l’acquisizione, a titolo oneroso, di una o più opere realizzate negli ultimi settant’anni da artisti nazionali e internazionali, viventi o non viventi, che rivestano un interesse culturale significativo e tale da giustificarne l’acquisizione al patrimonio dello Stato. L’obiettivo è colmare lacune storiche nelle collezioni pubbliche e, al tempo stesso, sostenere la creatività contemporanea».
Il finanziamento potrà coprire fino al 100% dei costi ammissibili, comprensivi degli oneri fiscali, e includere, oltre al prezzo di acquisto, eventuali spese accessorie strettamente funzionali all’acquisizione, come trasporto, assicurazione, inventariazione e allestimento. Sono invece escluse le spese per la produzione di nuove opere e per attività di valorizzazione o promozione. Le proposte dovranno essere trasmesse entro il 12 gennaio e saranno valutate da una commissione nominata dalla Direzione generale Creatività contemporanea, senza formazione di graduatorie di merito. Il «decreto del Ministero della Cultura che seguirà la valutazione delle proposte disciplinerà l’assegnazione e l’erogazione dei contributi, prevedendo un’anticipazione fino all’80% del finanziamento e il saldo a seguito della rendicontazione finale e dell’avvenuta acquisizione delle opere al patrimonio pubblico dello Stato».
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