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Redazione GdA
Leggi i suoi articoliLéon Spilliaert e James Ensor saranno protagonisti di un confronto inedito presentato dalla Galleria Van Herck–Eykelberg al TEFAF Maastricht, in programma dal 14 al 19 marzo 2026. La galleria di Anversa, attiva da generazioni nel mercato dell’arte e specializzata in dipinti, sculture e opere su carta del modernismo europeo, dal simbolismo al surrealismo e all’espressionismo fino a ZERO e CoBrA, propone un dialogo tra due figure chiave della modernità belga, coeve ma radicalmente differenti nel modo di rappresentare la realtà e l’interiorità.
Lo spazio espositivo è stato concepito per valorizzare il confronto tra le opere, accostando nature morte e ritratti per far emergere affinità e differenze. Tra i pezzi principali figura «Dama con pince-nez» (1907) di Léon Spilliaert, ritratto di grande formato in cui corpo e abito si dissolvono in una massa scura, lasciando emergere soltanto alcuni dettagli come il volto, la spilla e una mano. La figura, quasi astratta, conduce l’osservatore in un mondo interiore di emozioni ed esistenzialismo umano. La tavolozza scura riflette il periodo più prolifico dell’artista, caratterizzato da paesaggi notturni e marini, autoritratti e figure femminili rappresentate in isolamento. Come sottolineano Anne Adriaens-Pannier e Noémie Goldman, «Spilliaert trasforma la femminilità in un’apparizione silenziosa e autonoma, espressione di indipendenza e tensione psicologica».
In contrasto, di Ensor si presenta «Natura morta con lanterna e verdure», 1907 c.a., esempio della sua capacità di comporre scene con oggetti dello studio, dalle maschere vendute nel negozio dei genitori a elementi quotidiani come verdure, bicchieri e fiori. La natura morta era per Ensor il genere principale in cui esprimere la sua tavolozza cromatica e la capacità di costruire composizioni equilibrate e scenografiche, come evidenziato da Herwig Todts, che ricorda come Ensor «abbia realizzato oltre 230 nature morte in sessant’anni, considerandole il punto di riferimento per misurare la qualità del colore». La combinazione di oggetti inattesi, la luce calda e l’attenzione alle forme – come nel caso del cavolo rosso – mostrano la maestria dell’artista in questo genere.
Léon Spilliaert, «Dama con occhiali da sole», 1907.
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