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Alcuni oggetti sequestrati dalle autorità francesi prima che venissero esportati

Foto Dogane francesi

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Alcuni oggetti sequestrati dalle autorità francesi prima che venissero esportati

Foto Dogane francesi

Le dogane francesi sequestrano più beni culturali. Nel 2025 25mila oggetti, +12% rispetto all’anno precedente

Alla frontiera o in gruppi di oggetti destinati all’esportazione il paese transalpino ha intercettato negli ultimi mesi, per esempio, beni iraniani, tra cui alcuni manufatti databili al XII secolo, per un valore complessivo stimato tra 105 e 135mila euro

Roberto Mercuzio

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Ultimamente la dogana francese ha intensificato le operazioni contro il traffico di beni culturali, effettuando diversi sequestri di grande valore, tra cui beni iraniani stimati in oltre 100mila euro, come è stato annunciato in un comunicato il 24 aprile. Due frammenti di monumenti e ciotole di origine iraniana con iscrizioni in arabo, per un valore complessivo stimato tra 105mila e 135mila euro, alcuni dei quali risalenti al XII secolo, sono stati rinvenuti a Lille durante il controllo di un gruppo di oggetti d’arte destinati all’esportazione nel Regno Unito. Circa 3mila oggetti sono stati sequestrati nel corso dell’operazione in numerose città francesi, tra cui Lille, Amiens, Bayonne, Béziers e Sète. Ne parla un articolo pubblicato sul sito del quotidiano francese «Le Figaro».

Tra i 402 reperti archeologici sequestrati a Bayonne sono stati trovati, in particolare, oggetti risalenti alla protostoria e all’Età del Bronzo, come alcune spade e un coltello, dopo che i doganieri hanno effettuato una perquisizione domiciliare presso un individuo sospettato di scavi illegali. Queste operazioni hanno preso di mira sia collezionisti, sia rivenditori: per esempio, in una sala d’aste a Béziers in cui erano in vendita 2mila reperti archeologici preistorici, ovvero utensili in pietra, fossili, frammenti di ceramica e monete antiche provenienti dall’Algeria. Nel corso di questa operazione sono stati sequestrati 280 oggetti preistorici e gallo-romani, oltre a 402 reperti archeologici, circa 2mila reperti archeologici algerini e una sessantina di fossili provenienti dal Marocco.

Ove possibile, i beni sequestrati vengono restituiti al loro paese d’origine, contribuendo alla «conservazione del patrimonio mondiale». Le autorità mongole hanno così recuperato «uno scheletro completo di Tarbosaurus bataar» a dicembre, secondo il comunicato. Nel 2025, la dogana ha registrato un aumento del 12% dei sequestri nel settore culturale, intercettando in totale 25.070 articoli.

Roberto Mercuzio, 28 aprile 2026 | © Riproduzione riservata

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