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Alessia De Michelis
Leggi i suoi articoliUna nuova collana di Succedeoggi Libri recupera manuali, ricettari e saggi del passato, per «inseguire l’identità italiana anche attraverso l’arte della cucina». Il primo volume di «Mangiare a Corte» propone un approfondimento con il sottotitolo «Ricettario medioevale e rinascimentale» a cura di Nicola Fano.
Dal Liber de coquina della corte angioina al Libro de arte coquinaria di Martino da Como, il libro si presenta come un’antologia di ricette che ricostruiscono le origini della cucina italiana attraverso piatti, linguaggi arcaici e contaminazioni teatrali. Lo stesso autore, nel saggio introduttivo, individua tre ragioni per approcciare il ricettario: la realizzazione delle ricette, il valore evocativo della lingua e l’aspetto teatrale della cucina. Perché «la nostra identità si fonda anche su ciò che mangiamo e in che modo lo cuciniamo».
Al suo interno sono infatti raccolti antichi testi scritti tra Tre e Cinquecento in grado di restituire al lettore il ritratto di un’epoca in cui la cucina era già «arte», come la definì lo storico della letteratura italiana Emilio Faccioli, oltre che atto di potere, bellezza e conoscenza. Tra questi, incuriosisce il «pasticcio di uccelli vivi», pane ripieno dal quale, al taglio, volavano piccoli volatili; o ancora il «pavone vestito», arrostito e poi rivestito con le proprie penne.
Il viaggio tra i sapori e gli ingredienti che allora conquistavano le tavole è, allo stesso tempo, un itinerario tra le prime forme di volgare toscano e veneziano, nonché testimone dell’evoluzione che ha interessato la lingua italiana durante quei secoli.
Mangiare a Corte. Ricettario medioevale e rinascimentale
di Nicola Fano, pp. 96, Succedeoggi Libri, Roma 2025, € 10
La copertina del volume
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