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Danaïde di Brancusi. Courtesy of Christie's

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Danaïde di Brancusi. Courtesy of Christie's

La successione Brâncuși passa a Pace Gallery nel momento più caldo del mercato

A poche ore dal record da 107 milioni di dollari ottenuto da Danaïde da Christie’s, Pace ha annunciato la rappresentanza globale della successione di Constantin Brâncuși. L’operazione arriva mentre la grande retrospettiva dedicata all’artista attraversa Berlino e si prepara ad approdare al MoMA di New York. La mossa consolida il ritorno del modernismo storico al centro del mercato internazionale e apre nuove questioni sulla gestione delle fusioni postume, sull’autorità delle successioni e sulla crescente centralità delle mega-gallerie nella costruzione del valore museale e commerciale.

Redazione GdA

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Sulle ali della Danaïde di Constantin Brâncuși venduta per 107 milioni di dollari da Christie’s, Pace Gallery ha annunciato di assumere la rappresentanza globale della successione dell’artista romeno, una delle figure più decisive della scultura del XX secolo. La retrospettiva organizzata dal Centre Pompidou, inaugurata nel 2024, è oggi alla Neue Nationalgalerie e arriverà entro fine anno al Museum of Modern Art. È dentro questa convergenza che si inserisce la mossa di Pace. La scultura del 1913 proveniente dalla collezione di S. I. Newhouse Jr. era stimata intorno ai 100 milioni di dollari ed era già considerata uno dei lotti più importanti della stagione newyorkese. Marc Glimcher, CEO di Pace, ha definito il suo contributo “inestimabile”, collocandolo accanto a Alexander Calder e Pablo Picasso nella ridefinizione della scultura del Novecento. 

La successione Brâncuși è stata per anni al centro di discussioni critiche legate alle fusioni postume. Dopo la morte dell’artista nel 1957, gli eredi autorizzarono nuove fusioni in bronzo tratte dai gessi originali, generando un dibattito mai realmente chiuso sulla natura stessa dell’opera. La prima mostra organizzata da Pace aprirà a Londra entro fine anno con la curatela di Jérôme Neutres, già coinvolto nei precedenti progetti sulla successione. Secondo le anticipazioni, il progetto includerà opere provenienti da prestiti museali e lavori disponibili sul mercato secondario. Resta invece aperta la questione delle fusioni postume, su cui Pace mantiene per ora prudenza assoluta.

Redazione GdA, 20 maggio 2026 | © Riproduzione riservata

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