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Vittorio Bertello
Leggi i suoi articoliNei giorni scorsi in Umbria, e precisamente nel comune di Otricoli (Tr), presso l’Antiquarium di Casale San Fulgenzio, all’interno dell’area archeologica di Ocriculum, sono stati presentati i risultati emersi dalla recente campagna di scavo condotta in questo sito, antico centro romano situato lungo la Via Flaminia e affacciato sul Tevere, in una posizione nevralgica per i commerci e i collegamenti dell’Italia centrale, alla presenza del direttore generale Musei Massimo Osanna, del direttore dei Musei Nazionali dell’Umbria Costantino D’Orazio, della soprintendente Archeologia, Belle Arti e Paesaggio dell’Umbria Francesca Valentini, del sindaco di Otricoli Antonio Liberati e delle funzionarie archeologhe del Ministero della Cultura Elena Roscini e Silvia Casciarri.
Grazie a un finanziamento del Ministero della Cultura tramite la Direzione Generale Musei, l’indagine è stata realizzata dai Musei nazionali di Perugia Direzione regionale Musei nazionali Umbria, con la collaborazione della Soprintendenza Archeologia Belle Arti e Paesaggio per l’Umbria per la progettazione e la direzione degli scavi.
Gli scavi si sono concentrati su un settore centrale della città antica finora poco indagato, nel quale sono localizzati i principali spazi pubblici, tra cui il foro. Le attività hanno restituito un complesso di strutture di grande valore scientifico, contribuendo alla ricostruzione dell’assetto urbanistico di quest’area, e testimoniano la monumentalità che caratterizzava il municipio romano tra il I e il II secolo d.C.
Il primo ritrovamento riguarda un ampio tratto di strada, perfettamente conservato, realizzato con grandi lastroni in pietra locale. «Non era una stradina qualsiasi, ha spiegato l’archeologa Silvia Casciarri, ma una strada ufficiale, costruita con una preparazione molto complessa a più strati, tipica dell’ingegneria romana», che suggerisce un possibile rapporto con la Flaminia. A ridosso è stato rinvenuto un imponente basamento in calcestruzzo con spezzoni di tufo: le proporzioni della struttura fanno pensare a un intervento di sistemazione dell’area volto da una parte a regolarizzarne i dislivelli, dall’altra a sostenere edifici destinati a funzioni cultuali o civiche. Lo scavo ha restituito anche frammenti di terrecotte architettoniche, fusti di colonna, decorazioni marmoree (tra cui porzioni di cornici) e un peso commerciale in pietra da 30 libbre.
La qualità dei materiali attesta l’elevato rango della committenza e l’importanza religiosa o civile che il complesso rivestiva per la comunità di Ocriculum. Si segnala anche il rinvenimento dei resti di una grande fontana pubblica di forma ottagonale, con rivestimento interno in cocciopesto, in uno spazio aperto e circondata da un elegante lastricato.
Le nuove acquisizioni aiutano a ridefinire la topografia del centro urbano di Ocriculum e aprono nuove prospettive per la ricerca futura. L’Istituto è già al lavoro sulle possibili forme di futura valorizzazione dell’area.
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