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Alessia De Michelis
Leggi i suoi articoli«Voialtri avete visto Delhi. Delhi non è India. Andate nei villaggi: quella è India, lì vive l’anima dell’India». Ispirato da una frase del Mahatma Gandhi, Gianni Berengo Gardin (Santa Margherita Ligure, 1930-Genova, 2025) ha esplorato l’India più autentica, nella regione Madhya Pradesh, immortalandola con la fedele compagna di viaggio: la macchina fotografica.
Così nacque nel 1980 il volume fotografico India dei Villaggi, edito da Electa, corredato da testi dello scrittore e conoscitore del Paese, Antonio Monroy, che oggi torna in una versione aggiornata sugli scaffali delle librerie (sarà presentato mercoledì 25 febbraio alle 18 presso l’Istituto Italiano di Fotografia di Milano). Il merito va a Lorenzo Zelaschi che, insieme al recentemente scomparso fotografo ligure, ha ripensato il libro per documentare i cambiamenti che hanno riguardato i luoghi nei pressi della città di Indore a distanza di quarantacinque anni.
Le immagini del primo hanno fatto da bussola per il viaggio di Zelaschi: fiere, mercati e festival religiosi, ma anche rapporti tra villaggi e comunità tribali, centri sacri e di culto, non sono più come quelli visti da Berengo Gardin, poiché la regione ha conosciuto nel frattempo un importante sviluppo tecnologico e industriale. Sviluppo che ha inciso anche sulle abitudini della popolazione.
Il libro oggi pubblicato da ContrastoBooks consta di 130 fotografie in bianco e nero, ed è introdotto da un’intervista dell’editore, curatore e fotografo Roberto Koch ai due colleghi fotografi, dalla quale emerge un confronto generazionale, oltre che socio-ambientale.
India dei Villaggi 1980-2025
di Gianni Berengo Gardin e Lorenzo Zelaschi, 192 pp., ContrastoBooks, Roma 2025, € 40
La copertina del volume
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