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Monica Trigona
Leggi i suoi articoliNella serata del 20 maggio all’asta di Arte Contemporanea di Dorotheum, si è parlato di arte italiana al femminile. Protagonista assoluta della vendita viennese è stata Carla Accardi (Trapani, 1924 – Roma, 2014), pittrice tra le più originali del secondo dopoguerra italiano, figura chiave dell’astrattismo nazionale e presenza centrale del dibattito artistico europeo del Novecento. A partire dal 1947, Accardi contribuisce in modo decisivo all’affermazione dell’astrattismo in Italia, sviluppando un linguaggio segnico personale e riconoscibile, in costante tensione tra rigore e libertà gestuale.
Formatasi all’Accademia di Belle Arti di Palermo, conclusa nel 1947, si trasferisce a Roma dove appare tra i fondatori del Gruppo Forma 1, insieme a artisti come Pietro Consagra, Piero Dorazio, Achille Perilli e Giulio Turcato, segnando una delle prime esperienze di astrattismo formalista in Italia. La sua ricerca attraversa decenni di sperimentazione: dall’automatismo segnico degli anni Cinquanta alla riduzione cromatica, fino alla svolta radicale del 1965, quando introduce vernici fluorescenti e supporti plastici trasparenti, superando la superficie tradizionale del quadro e anticipando sensibilità che dialogheranno con l’Arte Povera. Negli anni Settanta torna a strutture geometriche reiterate nei celebri «Lenzuoli», mentre negli anni Ottanta rielabora una sintesi più classica del proprio linguaggio.
Il lotto protagonista dell’asta, «Fonda notte (lato a.) – Pieno giorno (lato b.)» (1986), vinile su legno delle dimensioni di 170 x 180 cm registrato presso l'Archivio Accardi Sanfilippo di Roma e accompagnato da un certificato di autenticità fotografico firmato dall'artista, uno dei 4 lavori di Accardi proposti, ha raggiunto 520mila euro, stabilendo il nuovo record mondiale per l’artista (fino a ieri il record dell'artista era determinato dall'opera «Labirinto Barrato (A settori)» del 1957, venduta da Sotheby’s a Milano il 20 aprile 2023 per 355.600 euro). A guidare la corsa al rialzo è stato un offerente telefonico. Il risultato assume un valore che va oltre la singola aggiudicazione: è la conferma della piena maturità del mercato di Accardi, ormai stabilmente inserita tra le figure storicizzate dell’arte del secondo Novecento europeo.
La serata, tuttavia, ha mostrato un quadro più ampio: la crescente centralità delle artiste donne nel segmento alto del mercato. Tra i risultati più rilevanti, Martha Jungwirthha ha raggiunto 429mila euro, Miriam Cahn i 195mila euro, mentre Helena Vieira da Silva si è attestata a 104mila euro. Ottime performance anche per Mikuláš Medek, con aggiudicazioni fino a 546mila euro, e per Thomas Schütte, la cui scultura «Vater Staat» ha raggiunto 520mila euro.
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