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Una veduta notturna del Museo del Louvre

Foto tratta da Wikimedia Commons. Foto: Benh Lieu Song | CC BY SA 3.0

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Una veduta notturna del Museo del Louvre

Foto tratta da Wikimedia Commons. Foto: Benh Lieu Song | CC BY SA 3.0

Dopo il furto-shock, il Louvre ha riaperto (ma alcune parti rimangono inaccessibili)

Nel frattempo, le forze dell’ordine sono state mobilitate per dare la caccia ai fuggiaschi su tutto il territorio francese

A tre giorni di distanza dal clamoroso furto della banda che si è introdotta nel Louvre e ha rubato otto gioielli della Corona francese, il museo ha riaperto al pubblico la mattina di oggi 22 ottobre alle 9.

Il museo ha comunque comunicato al pubblico che «alcune parti sono inaccessibili al pubblico nella giornata di oggi», non precisando però quali. All’apertura alcune decine di visitatori erano in fila già da oltre un’ora. La galleria di Apollo, dove si trovavano i gioielli di epoca napoleonica custoditi in due teche, è rimasta chiusa.

Intervistato dall’emittente radiofonica francese Europe 1, il ministro dell’Interno transalpino Laurent Nuñez ha dichiarato che «l’inchiesta va avanti». Le indagini sono affidate alla Brigata di repressione del banditismo (Brb) e all’Ufficio centrale di lotta contro il traffico di beni culturali (Obc), con una mobilitazione di oltre 100 inquirenti. La presidente-direttrice del Louvre, Laurence des Cars, è attesa per le spiegazioni sulla vicenda alla Commissione cultura del Senato.

La caccia ai ladri in ogni caso prosegue e Laure Beccuau, la procuratrice di Parigi che nei giorni scorsi ha sottolineato il «danno storico» che il furto ha causato, ha promesso che i ladri «non l’avranno vinta». Per ora, però, di loro non c’è traccia.

Le forze dell’ordine sono state mobilitate per dare la caccia ai fuggiaschi su tutto il territorio francese, in una lotta contro il tempo, perché più i giorni passano meno viene ritenuto probabile ritrovare i gioielli intatti. Il quotidiano francese «Le Figaro» ha rivelato che Laurence des Cars, sotto shock dopo il furto al museo, avrebbe presentato le sue dimissioni.

Il presidente francese Emmanuel Macron, suo grande sostenitore, che alla des Cars ha anche affidato il futuro cantiere del «Grand Louvre», le ha respinte, esortandola a «tenere duro». Anche Rachida Dati, ministra della Cultura, non ha ceduto alle polemiche e davanti all’Assemblée Nationale ha ribadito che gli allarmi del Louvre sono scattati, negando ogni «malfunzionamento».

Gaspare Melchiorri, 22 ottobre 2025 | © Riproduzione riservata

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