Verifica le date inserite: la data di inizio deve precedere quella di fine
Jenny Dogliani
Leggi i suoi articoliIl 4 maggio 2026, a Milano, IKT International Association of Curators of Contemporary Art organizza il simposio Philanthropy for Art: Yesterday, Today, Tomorrow, negli spazi del Deloitte Auditorium & Deloitte Gallery. L’incontro si inserisce nel programma del Congresso IKT 2026 e affronta un nodo strutturale della produzione artistica: le condizioni economiche e istituzionali che rendono possibile il lavoro culturale. «Il simposio intende aprire una conversazione fondamentale sul futuro della produzione culturale e sulle condizioni che rendono possibile un lavoro artistico e curatoriale ambizioso - affermano Maksimov e Drinceanu. - Con il calo dei finanziamenti pubblici e lo spostamento delle priorità geopolitiche, sostenere piattaforme dedicate alla produzione culturale sperimentale è diventata una sfida urgente». Il punto di partenza è storico. La produzione artistica si è sempre sviluppata attraverso una combinazione di sostegno pubblico, mercato e mecenatismo privato. Un equilibrio che, nel tempo, ha garantito pluralità di linguaggi e spazi di sperimentazione. Oggi questo assetto si modifica: la riduzione dei finanziamenti pubblici e la crescente centralità di modelli economici legati al mercato incidono direttamente sulle forme della produzione culturale. In questo contesto, la filantropia torna al centro come possibile leva di sostegno. Non come elemento accessorio, ma come parte di un sistema che deve ridefinire i propri strumenti. Il simposio si propone dunque di mettere a fuoco questa trasformazione, interrogando il ruolo dei soggetti privati – fondazioni, imprese, individui – nella costruzione di piattaforme per la ricerca artistica e curatoriale. L’incontro si configura come uno spazio di discussione sulle condizioni operative del sistema dell’arte. Il tema non è tanto cosa si produce, ma come si rende possibile produrre, in un contesto segnato da cambiamenti economici e geopolitici. Il simposio è aperto al pubblico su prenotazione e sarà trasmesso anche in streaming, ampliando l’accesso a una discussione che riguarda direttamente il rapporto tra arte, istituzioni e capitale. Intervengono Suheyla Takesh, direttore della Barjeel Art Foundation; Alfredo Cramerotti, presidente di IKT; Nadja Argyropoulou, curatrice; Valerio Galli, Innextart; Ernesto Lanzillo, Chair of Deloitte & Touche S.p.A.; Roberta Ghilardi, Deloitte; Lekha Poddar, founder Devi Art Foundation; Bérénice Antoinette Robaglia, FAMM – Female Artists of the Mougins Museum; Andrea Rurale, Bocconi University; Rajeeb Samdani, Co-Founder, Samdani Art Foundation; Vladimir Yavachev, Christo and Jeanne-Claude Foundation.
Altri articoli dell'autore
Dopo Talamone, cinque nuove sculture in marmo daranno vita a un museo sommerso tra Porto Ercole e Porto Santo Stefano, proseguendo il progetto nato per contrastare la pesca a strascico illegale e favorire la rigenerazione della Posidonia
Ventinove opere da importanti collezioni europee e americane, selezionate da Nicholas Fox Weber, mettono in dialogo il maestro del Bauhaus con le esperienze minimaliste e ambientali raccolte da Giuseppe Panza di Biumo, trasformando le sale della villa in un esercizio lento dello sguardo
Per i trent’anni del Veneto Institute of Molecular Medicine, la mostra «La terra è blu come un’arancia» al Museo della Natura e dell’Uomo dell’Università di Padova mette in dialogo opere da Giotto a Leonardo, da Fontana a Burri, Kandinsky e Damien Hirst con immagini prodotte nei laboratori di ricerca biomedica
Ottanta opere ricostruiscono il paesaggio domestico delle grandi famiglie senesi tra Quattro e Cinquecento, riportando cassoni nuziali, letti dipinti, spalliere istoriate e arredi dentro l’universo simbolico, politico e quotidiano delle dimore aristocratiche dell’epoca



