Image

Verifica le date inserite: la data di inizio deve precedere quella di fine

Image

Crollano le mura del Castello di Fabro in Umbria (Perugia Today)

Image

Crollano le mura del Castello di Fabro in Umbria (Perugia Today)

Crollano le mura ciclopiche del Castello di Fabro in Umbria

Intense precipitazioni hanno provocato il crollo di una porzione delle mura ciclopiche del Castello di Fabro, in provincia di Terni, senza causare feriti. L’evento riporta in primo piano la vulnerabilità delle strutture storiche ai cambiamenti climatici e la tensione tra conservazione del patrimonio e gestione del rischio idrogeologico, nel contesto di un territorio fortemente segnato dal maltempo.

Redazione GdA

Leggi i suoi articoli

Il maltempo che ha attraversato l’Umbria tra sabato 14 e domenica 15 febbraio ha causato danni anche al patrimonio monumentale della regione. Una significativa porzione delle mura del Castello di Fabro, struttura medievale di matrice fortificata collocata su un rilievo panoramico nell’area ternana, è crollata verso la strada sottostante a causa della saturazione dei terreni e delle piogge intense che da giorni interessavano l’intera regione.

L’evento, avvenuto intorno alle 22.44 di sabato, non ha coinvolto persone grazie a una preventiva evacuazione delle aree a rischio e all’installazione di un sistema di monitoraggio elettronico effettuato nei mesi precedenti, come confermato dal sindaco Simone Barbanera. La tempestività dell’allerta e le misure di sicurezza hanno evitato danni a cose e persone, pur determinando interruzioni di energia elettrica in alcune abitazioni e la caduta di detriti sulla viabilità provinciale.

Il cedimento delle mura ciclopiche, parte integrante del complesso fortificato fondato intorno all’anno 1000 e successivamente ristrutturato tra Quattro e Cinquecento, espone un nodo strutturale più ampio: la condizione di vulnerabilità in cui versano molti beni storici nelle aree interne italiane, esposte a instabilità idrogeologica e a fenomeni meteo estremi sempre più frequenti.

La Regione Umbria, nell’ambito di un quadro di monitoraggio coordinato dalla Protezione Civile, segnala come le precipitazioni eccezionali abbiano già generato frane, smottamenti e chiusure di strade provinciali, richiedendo sopralluoghi tecnici e l’attivazione di ordinanze per limitare il rischio per le comunità locali. Nel caso di Fabro, la combinazione di monitoraggio elettronico e interventi di messa in sicurezza preventiva si è rivelata determinante per contenere la dimensione del danno.

Al di là dell’immediata emergenza, il crollo segnala una tendenza di lunga durata: la fragilità delle strutture storiche rispetto alla progressiva intensificazione di eventi climatici estremi e la carenza di investimenti strutturali per la resilienza del patrimonio. La rilevanza del Castello di Fabro, non solo come testimonianza storica ma come parte del contesto paesaggistico e culturale dell’Umbria meridionale, impone una riflessione sulle politiche di conservazione, sul ruolo delle tecnologie di monitoraggio e sull’integrazione tra salvaguardia del patrimonio e prevenzione del rischio.

Il dibattito ora si sposta su come conciliare tutela dei manufatti storici e adattamento ai cambiamenti climatici, in un’area che storicamente convive con pressioni idrogeologiche e limiti di risorse per la manutenzione sistematica. Il crollo delle mura del Castello di Fabro è un segnale che obbliga istituzioni, tecnici e comunità a ripensare approcci e priorità nella gestione del patrimonio storico italiano.

Redazione GdA, 15 febbraio 2026 | © Riproduzione riservata

Altri articoli dell'autore

La galleria Mare Karina presenta la prima mostra italiana di Hanna Rochereau e coordina proiezioni serali a Palazzo Nervi Scattolin, con opere di Kandis Williams, Meriem Bennani & Orian Barki e Tai Shani, tra videoarte, fotografia e scultura

Un annuncio di lavoro pubblicato dal Metropolitan Museum lascia intravedere i piani per una retrospettiva dedicata a Cy Twombly prevista per il 2029. Se confermata, sarebbe la prima grande rassegna statunitense sull’artista da oltre trent’anni, segnale di un rinnovato interesse istituzionale per una figura ormai centrale nell’arte del secondo Novecento.

Un’inchiesta di Reuters sostiene che dietro Banksy ci sia Robin Gunningham, graffitista nato a Bristol. L’indagine si basa su testimonianze, documenti e analisi di opere, tra cui alcuni murales apparsi in Ucraina nel 2022

Fino al 2 aprile 2026, Fondazione Officine Saffi ospita «L'ultima estate in città», personale dell’artista Giovanna Silva che mostra Milano come città stratificata attraverso fotografie e installazioni.

Crollano le mura ciclopiche del Castello di Fabro in Umbria | Redazione GdA

Crollano le mura ciclopiche del Castello di Fabro in Umbria | Redazione GdA