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Redazione
Leggi i suoi articoliNota soltanto attraverso due fotografie storiche e a lungo ritenuta perduta, è tornata da New York in Trentino la Pala d’altare del pittore vicentino Francesco Verla (1470/1474-1521), eseguita nel 1517 su commissione del sacerdote Ettore da Salerno, cappellano dei conti Lodron di Castel Noarna, per la chiesa parrocchiale di Villa Lagarina. La pala, raffigurante una Sacra conversazione della Vergine col Bambino, i santi Giovanni Battista e Pietro e quattro angeli, tra i più significativi lavori del catalogo accertato del pittore vicentino, intorno al 1790 è documentata sul primo altare di destra della chiesa della località trentina. Poco dopo quella data, in concomitanza con il completo rinnovo dell’altare, fu probabilmente alienata; fra l’Ottocento e l’inizio del Novecento secolo transitò per varie collezioni lombarde fino al 1963, quando lasciò definitivamente il territorio nazionale e fu venduta da Christie’s a Londra a un acquirente di New York, dove si trovava fino a oggi. Per oltre sessant’anni, dopo la vendita londinese, non se n’erano più avute notizie. La pala è stata consegnata alla Soprintendenza per i beni culturali della Provincia di Trento, insieme a un dipinto di François Colombe du Lys, detto Francesco Colombo di Lorena (circa 1595-1661) raffigurante «La buona ventura» (ante 1640). Del pittore d’ispirazione caravaggesca, vicino a Georges de La Tour, è noto il «San Girolamo nello studio» conservato nella Chiesa di Santa Maria Assunta a Riva del Garda.
Le due opere, acquisite grazie a risorse appositamente stanziate o tramite l’esercizio del diritto di prelazione, entrano così a far parte del patrimonio provinciale trentino. Dopo il restauro presso il laboratorio della Soprintendenza ne verrà definita la collocazione più idonea al fine della conservazione e della fruizione.
La Pala d’altare (1517) di Francesco Verla
«La buona ventura» (ante 1640) di François Colombe du Lys, detto Francesco Colombo di Lorena
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