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Redazione GdA
Leggi i suoi articoliIn occasione della Festa internazionale della Donna, domenica 8 marzo 2026 tutte le donne potranno accedere gratuitamente a musei, parchi archeologici, complessi monumentali, castelli, ville e giardini storici statali, nell’ambito dell’iniziativa promossa dal Ministero della Cultura.
Anche il Museo del Cenacolo Vinciano apre le sue porte per celebrare la giornata. I biglietti sono disponibili tramite i canali ufficiali, ma la prenotazione resta obbligatoria, per garantire l’accesso controllato e la tutela del patrimonio. Il Cenacolo Vinciano, noto come «L’Ultima Cena», è un’opera che ha segnato profondamente la storia dell’arte. Realizzato da Leonardo da Vinci tra il 1495 e il 1498 nel refettorio del Convento di Santa Maria delle Grazie a Milano, l’affresco immortala il momento drammatico in cui Gesù annuncia il tradimento imminente di uno dei suoi apostoli.
Leonardo scelse una tecnica sperimentale (l’encausto), combinando tempera e olio su intonaco secco, che gli permise di ottenere un realismo sconvolgente e una profondità emotiva senza precedenti. Ogni apostolo reagisce in maniera unica: sorpresa, sgomento, incredulità, dolore. Al centro, Gesù appare calmo e solenne, simbolo di equilibrio in mezzo al tumulto dei suoi discepoli. Giuda Iscariota, isolato nell’ombra, incarna il tradimento imminente. L’opera non è solo un capolavoro estetico, ma un esempio supremo di profondità psicologica e capacità narrativa. Leonardo orchestrò gesti, sguardi e composizione spaziale con precisione, anticipando linguaggi espressivi che influenzeranno l’arte per secoli.
Già pochi decenni dopo la sua realizzazione, il dipinto iniziò a deteriorarsi a causa della tecnica scelta e dell’umidità del refettorio. Nei secoli successivi, numerosi restauri hanno cercato di salvaguardarne i colori e i dettagli originari. Oggi il Cenacolo è un luogo strettamente protetto: gli ingressi sono limitati e i tempi di permanenza rigorosamente regolamentati, per preservare questo patrimonio unico per le generazioni future.
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