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Una veduta della Sala Fontana al Museo del Novecento, Milano

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Una veduta della Sala Fontana al Museo del Novecento, Milano

Al Museo del Novecento un nuovo progetto dedicato all’accessibilità

L’istituzione milanese arricchisce la propria webapp con sei contributi video in LIS-Lingua dei Segni Italiana, che illustrano altrettanti capolavori delle sue collezioni

Ada Masoero

Giornalista e critico d’arte Leggi i suoi articoli

Il Museo del Novecento di Milano, con Ad-Artem, presenta dal 5 marzo un nuovo progetto dedicato all’accessibilità, con cui arricchisce la propria webapp di sei contributi video in LIS-Lingua dei Segni Italiana, che illustrano altrettanti capolavori delle sue collezioni. Si tratta di due opere di Umberto Boccioni (la scultura «Forme uniche della continuità nello spazio» e il dipinto «Elasticità»); di «Femme nue» di Pablo Picasso, dipinto che si riferisce al suo celeberrimo «Les Demoiselles d’Avignon»; di «Struttura al neon» di Lucio Fontana, opera identitaria del Museo, che lo annuncia, attraverso le vetrate, sin da Piazza Duomo; di «Merda d’artista» di Piero Manzoni e di «Lullaby» di Maurizio Cattelan, memento (attraverso le sue macerie) dell’attentato mafioso del 1993 al Pac, il Padiglione d’arte contemporanea di Milano, che fece cinque vittime. Il progetto ha anche una valenza formativa poiché ha coinvolto alcuni studenti dell’Itsos «Albe Steiner» all’interno di un percorso scuola-lavoro.

Consultabili tramite la webapp e su YouTube, i video in LIS sono anche accompagnati, da marzo a giugno, da nuovo calendario di visite guidate rivolto alle persone con disabilità visive («Arte con-tatto»; prenotazione obbligatoria) e uditive (visite guidate gratuite, con interprete, in LIS; prenotazione obbligatoria), aperto a tutti i visitatori di ogni età. Tutte le informazioni e il calendario si trovano su museodelnovecento.org.

Lucio Fontana, «Struttura al neon per la IX Triennale di Milano», 1951 (2010) in LIS

Ada Masoero, 09 aprile 2026 | © Riproduzione riservata

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