Image

Verifica le date inserite: la data di inizio deve precedere quella di fine

Image

Yuko Mohri

Foto: Lorenzo Palmieri. Courtesy Pirelli HangarBicocca, Milano

Image

Yuko Mohri

Foto: Lorenzo Palmieri. Courtesy Pirelli HangarBicocca, Milano

A Yuko Mohri, artista dei «grovigli», il Calder Prize 2025

La rappresentante del Giappone alla Biennale Arte 2024 verrà premiata con tre mesi di residenza presso l’ex studio di Calder a Saché, in Francia, 50mila dollari e l’inserimento di un’opera in una collezione pubblica

Cecilia Paccagnella

Leggi i suoi articoli

Una decina d’anni dopo la dipartita di Alexander Calder (1898-1976), Alexander S. C. Rower e la famiglia dell’artista americano decisero di istituire in suo onore e in sua memoria un’omonima Fondazione che potesse celebrarne il lavoro e preservarne la portata. Dal 2005, invece, esiste il Calder Prize che, con cadenza biennale, premia un artista con tre mesi di residenza presso l’ex studio di Calder a Saché, in Francia, 50mila dollari (oltre 42mila euro) e l’inserimento di un’opera in una collezione pubblica. La scelta ricade tra emergenti che hanno «già prodotto lavori innovativi di alto livello e che ha dimostrato il potenziale per apportare un contributo significativo al settore», si legge sul sito web.

Il 5 febbraio è stato annunciato il vincitore della 10ma edizione: Yuko Mohri, classe 1980, nata a Kanagawa, ma residente a Tokyo, e artista selezionata per rappresentare il Giappone alla 60ma Mostra Internazionale d’Arte della Biennale di Venezia.

«Il lavoro di Yuko è allo stesso tempo enigmatico e invitante, e riesce ad attirare gli spettatori in esperienze in tempo reale influenzate da molti fattori casuali: il tempo, lo spazio e forze invisibili come la gravità, il suono, l’aria e la luce, ha dichiarato Alexander S. C. Rower, cofondatore e presidente della Fondazione. Sebbene sia facile tracciare parallelismi tra il lavoro di Yuko e quello di Calder, la sua voce estetica è fortemente singolare».

I suoi «grovigli», che hanno dato il titolo alla recente personale al Pirelli HangarBicocca di Milano (18 settembre 2025-11 gennaio 2026) e alla futura mostra al Centro Botín di Santander (28 marzo-6 settembre), costruiscono installazioni multimediali, fatte di immagini, oggetti, elementi naturali e suoni. Il richiamo a Calder sta quindi nell’assemblaggio di elementi apparentemente distanti tra loro, ma che i due artisti riescono a far dialogare e a porre in equilibrio.

Cecilia Paccagnella, 09 febbraio 2026 | © Riproduzione riservata

Altri articoli dell'autore

Dopo un lungo restauro, «Composizione n. 1 con grigio e rosso 1938 / Composizione con rosso 1939» è nuovamente esposto a Palazzo Venier dei Leoni 

Il sito catalano è il quinto a entrare nel progetto «Els ulls de la història» per valorizzare il patrimonio culturale locale attraverso la realtà aumentata

Chiuso dal 2006, quell’angolo della città riaprirà le porte al pubblico, sempre in nome della cultura ma con un altro scopo: ospitare la collezione della Fondazione Chiara e Francesco Carraro. Prima dell’inizio dei lavori a luglio, il 6 e il 7 giugno accoglierà i visitatori con un’installazione immersiva dell’artista Atej Tutta

Il progetto, nato quattro anni fa da un’idea della ricercatrice Ann Bourgès, è partito dallo studio di tre siti storici francesi e delle condizioni meteorologiche alle quali sono soggetti. L’obiettivo ultimo sarebbe ottenere una open source accessibile a tutti

A Yuko Mohri, artista dei «grovigli», il Calder Prize 2025 | Cecilia Paccagnella

A Yuko Mohri, artista dei «grovigli», il Calder Prize 2025 | Cecilia Paccagnella