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Con un nuovo nome, Kaleon (stessa radice di kalós, «bello» in greco antico) e un nuovo logo, una pigna che evoca quella, antichissima (era nel quadriportico della basilica costantiniana di San Pietro, dove giunse probabilmente dal vicino tempio di Iside) oggi visibile nell’omonimo cortile del Vaticano, la società della famiglia Borromeo, fondata nel 1983 (come Sag) con lo scopo di valorizzare, preservare e custodire il gigantesco patrimonio artistico, naturale e museale del casato, annuncia gli eccellenti risultati conseguiti nei primi nove mesi del 2025, in cui i ricavi sono saliti a 21,2 milioni di euro, in crescita del 10,2 per cento rispetto ai 19,2 dello stesso periodo dell’anno scorso (129.323 le entrate registrate, contro le 127.534 del 2024).
Un risultato che conferma la domanda crescente di un turismo culturale di alta qualità, guidato da una managerialità innovativa, attenta agli investimenti sull’offerta di food & beverage di livello, sul retail e sull’ospitalità, come richiesto dal migliore turismo internazionale, e che prova, spiega il presidente Vitaliano Borromeo, «come cultura, natura e innovazione possano convivere armoniosamente. Un esempio emblematico sono i Castelli di Cannero, inaugurati a giugno, dove storia e innovazione si fondono grazie a una tecnologia che consente ai visitatori di immergersi nel passato e scoprire, con la realtà aumentata, curiosità e dettagli sul luogo».
Va detto che il patrimonio di cui la famiglia Borromeo dispone (le «Terre Borromeo») è difficilmente eguagliabile, dal momento che a loro, che nei secolo sono stati i «signori» del Lago Maggiore, fanno capo le meravigliose Isole Borromee, il Parco Pallavicino a Stresa, il Parco del Mottarone (500 ettari di area boschiva tra il Lago Maggiore e il Lago d’Orta, dove perdura tuttora l’usanza quasi «feudale» del balzello per percorrere la principale strada d’accesso); la Rocca di Angera sul versante lombardo del Lago Maggiore e, appunto, i Castelli di Cannero, nell’alto Verbano, aperti al pubblico il 28 giugno 2025 dopo un restauro decennale, che hanno richiamato da soli oltre 10 mila visitatori.
Con 225 dipendenti e un ricco indotto sul territorio, Kaleon, spiegano qui, «conferma l’elevato potenziale di sviluppo. I risultati della stagione estiva testimoniano il crescente appeal del modello di business della società, volto alla valorizzazione del patrimonio storico, naturale e artistico, con un importante focus sulla condivisione e conservazione della cultura e sulla qualità del servizio offerto».
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