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La sede di Barbati Gallery a Palazzo Lezze, Venezia

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La sede di Barbati Gallery a Palazzo Lezze, Venezia

Barbati Gallery chiude la sede di Venezia e si apre a un nuovo capitolo

 Dopo ventuno mostre a Palazzo Lezze e il saluto finale con Jason Dodge, la galleria si prepara a una nuova esperienza oltre i confini lagunari

Riccardo Deni

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Tra l’aprile del 2022 e l'aprile del 2026, a Palazzo Lezze, storico edificio gotico affacciato su Campo Santo Stefano, a Venezia, Barbati Gallery ha costruito un’identità precisa, capace di far convivere il peso della storia lagunare con le visioni più fresche dell'arte internazionale. Con la chiusura di questo spazio, si conclude un capitolo significativo, durato ventuno mostre, che ha raccontato in modo personale lo scenario creativo contemporaneo.

Il percorso era iniziato con le sculture di Kelly Akashi e si è chiuso idealmente con la mostra di Jason Dodge. Nel mezzo, una programmazione incessante che ha saputo promuovere una pluralità di linguaggi, portando in città prospettive globali senza mai perdere il contatto con la tradizione culturale locale. Ma se le porte di Palazzo Lezze si chiudono, l’attività di Barbati Gallery non si ferma: il congedo da Venezia è in realtà il preludio a una nuova evoluzione e alla ricerca di uno spazio diverso, più adatto alle sfide future.

La transizione verso la nuova sede non rallenta, al contempo, il calendario degli impegni. In questi giorni di aprile 2026, la galleria è protagonista a Miart, all'interno della sezione Established, dove presenta le opere di Tobias Just e Marc Prats-Quintana. L’agenda prosegue poi verso il Principato di Monaco. Dal 29 aprile al 1° maggio, Barbati Gallery sarà presente ad Art Monte-carlo con un progetto speciale dal titolo Earthly Delights, curato da Stefano Rabolli Pansera, che vedrà ancora una volta al centro la ricerca pittorica e concettuale di Tobias Just.

In attesa di scoprire dove aprirà il prossimo spazio espositivo, Barbati Gallery conferma la sua natura itinerante e curiosa, pronta a portare le sue voci e la sua ricerca in nuovi contesti, mantenendo intatta quella capacità di far dialogare artisti e pubblico che è stata la vera anima di questi primi quattro anni di attività.

Riccardo Deni, 15 aprile 2026 | © Riproduzione riservata

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